giovedì 12 maggio 2016

Libri a Tappe: Rivalità di Sophie Jomain {Terza Tappa: Incipit}



Buongiorno popolo di Everpop! Stamane indovinate cosa c'è? Sì, un nuovo Blogtour! Stavolta tocca al seguito del lettissimo Vertigine di Sophie Jomain! Stamane oltre a leggere in anteprima le pagine iniziali del libro, potrete anche scaricare un simpaticissimo calendario da tavola!


RIVALITA'


di Sophie Jomain
                                                                                    

TITOLO ORIGINALE: R

EDITORE: Lain YA

GENERE: Urban Fantasy


PAGINE: 377

PREZZO: 13,50€

USCITA: 12 mag 2016



TRAMA

Hannah ha finalmente iniziato il primo anno di Storia all'Università di St Andrews. Insieme al suo bellissimo ragazzo Leith, che oltre a essere la sua anima gemella è anche un lupo mannaro, fra lezioni e nuovi amici le giornate scorrono piacevoli e meravigliose. Tuttavia, all'interno del piccolo universo di St Andrews, la confraternita del Cerchio - frequentata da studenti affascinanti e pericolosamente misteriosi - attira subito l'attenzione della ragazza, che ben presto verrà travolta da una rivelazione sconvolgente: i lupi mannari non sono le uniche creature leggendarie ad aver oltrepassato i confini del mito per entrare nella realtà. E così, la storia d'amore di Hannah e Leith, oltre a dover fronteggiare i pregiudizi del Branco, che ritiene di cattivo gusto l'unione di un lupo mannaro con un essere umano, sarà anche minacciata da una vera e propria guerra che sta per scoppiare con altre fazioni, infiammata da contrasti che si trascinano da centinaia di anni. Con maestria e seduzione, in "Rivalità", secondo capitolo della saga "Le stelle di Noss Head", Sophie Jomain dà il bentornato al lettore nel magico mondo di Leith e Hannah, ammaliandolo con nuove leggende oscure e creature spettacolari. Un libro sull'amicizia, sull'amore e sul coraggio.

INCIPIT

1

Da: Me
A: Sissi

Ci si dovrebbero infilare loro dentro un sacco della spaz-zatura, per la miseria! Se solo vedessi la mia faccia, Sissi…Sono sicura che ti farei pena. In tutta la mia vita non sonomai stata conciata in un modo tanto ridicolo. È l’ultima ten-denza a St Andrews: sacco della spazzatura blu cielo infi-lato sulla testa e fiocco abbinato tra i capelli. La mia codadi cavallo ringrazia!Secondo te, quel furbone di Leith mi ha avvisata? Certoche no, è molto più divertente così. Sono così belle le ini-ziazioni delle matricole! Ecco cosa non mi ero proprio im-maginata quando mi sono iscritta all’università. Le umi-liazioni programmate mi hanno sempre fatto venire la pel-le d’oca. Cazzo, sembra di essere in una di quelle serieamericane che mi fanno schifo.In questo momento siamo tutti seduti a cerchi concentricisull’erba e aspettiamo che quelli del secondo anno formi-no dei gruppi. Dei gruppi di cosa? Ma di tiro al piccioneovviamente! Sono stati così carini da darci dei sopranno-mi addirittura più stupidi di questi ridicoli vestiti. Nonpuoi immaginare quanto sia nervosa…Dovresti vedere le facce di certa gente. Sembra che la lorovita dipenda da questa grottesca celebrazione. È assurdo!Come se rifiutarsi di partecipare agli scherzi alle matricolecomportasse il rischio di fallire una carriera universitaria. Se potessi scegliere, salirei sul primo aereo per Melbourne everrei di corsa da te, altroché. Porca miseria, quando ci pen-so… Tre anni, te ne vai per tre anni! Non sopporto l’idea dinon saperci vicine. Mi mancherai, cara mia. Uffa, devo andare, tra poco tocca a me, guardano dalla miaparte. Ti scrivo presto.
Baci,Hannah

«Rossiccia!».Ero io…Infilai il telefono in borsa e guardai il guru dell’iniziazio-ne delle matricole.Era un tipo alto, con lunghi capelli biondi, piuttostocarino se piace il genere surfista ma, dato il ruolo che ri-vestiva quel giorno, non potevo fare altro che trovargli deidifetti.«Rossiccia!», ripeté rivolgendosi a me. «In piedi!».Volente o nolente, ubbidii in totale silenzio, lancian-do un’occhiata allo studente al mio fianco. Era mingher-lino e sfoggiava un enorme paio di occhiali grazie ai qua-li era stato soprannominato “Quattrocchi”.Nella sfiga, avevo una gran fortuna. Leith faceva par-te del dipartimento di Storia dell’arte, mentre io di quel-lo di Storia: non avremmo dovuto incrociarci per tutto ilgiorno. Non avrebbe avuto modo di vedere la sua ragaz-za mascherata da buffona in blu.«Quattrocchi, Merceria, Rossiccia, Denti d’acciaio ePimpi», urlò il surfista, «seguitemi».Ero  allibita. Non c’era nessuna pietà nell’ambienteuniversitario? Solo ora notavo la povera ragazza che ave-va chiamato “Merceria”. Si stava per mettere a piangere.Aveva la faccia segnata dall’acne giovanile, cosa contro laquale non poteva di certo fare nulla. Mi fece tenerezza.Le sorrisi in segno di conforto, ma dubitai che avesse col-to il mio gesto.La mora battezzata “Denti d’acciaio” portava un ap-parecchio odontoiatrico che si vedeva appena ma, pur-troppo, abbastanza per prenderla in giro. Quanto a mee Pimpi, dovevo ammettere che quei soprannomi ci sta-vano a meraviglia. Lui per il rosa della pelle, io per il ros-so dei capelli.In fila indiana, seguimmo il nostro carnefice. Solo unminuto dopo, lo raggiunse una ragazza agitatissima chegesticolava come una forsennata. Parlava veloce comeuna macchinetta. Dall’accento sembrava australiana. So-migliava a un manichino dei negozi di abbigliamento:longilinea, bionda, viso stupendo, occhi da capogiro, ab-bronzatura dorata e denti perfetti. Dovevo ammettere che insieme al surfista formavanouna coppia stonata, anche se non ero proprio sicura chestessero insieme. Comunque, l’educazione non tangevané l’uno né l’altra: non si erano neanche presi la briga dipresentarsi.Il nostro guru si fermò davanti a un grande edificio inpietra e disse a tutti di appoggiarci contro il muro. Per-plessi, eseguimmo l’ordine. Solo Quattrocchi sembravafelicissimo. Guizzava come un’anguilla e urlava: «Fanta-stico! Fantastico!».Decisamente irritata, obbedii per ultima.Lanciai uno sguardo di sbieco all’australiana. L’espres-sione furba del suo sorriso lasciava immaginare che faregli scherzi alle matricole le procurasse un perfido piace-re. Mi stava già antipatica. Osservai la borsa di tela cheportava sulla spalla e strinsi le labbra. Non promettevaniente di buono.«Chiudete gli occhi!», gridò la biondona.Non avevo nessuna voglia di ubbidire. Quindi feci come se non avessi sentito. Lo sguardo del mio carnefice siposò immediatamente su di me.«Toc, toc… Rossiccia. In tutta sincerità credo farestimeglio a fare quello che ti dico se non vuoi avere gli oc-chi che ti pizzicano».La sua minaccia non m’incoraggiò affatto a tornare suimiei passi, tutt’altro. Preferivo sapere a cosa si riferisse.«Come preferisci!», disse in tono provocatorio l’au-straliana.Senza darmi il tempo di cambiare idea, mi spruzzòsulla faccia della schiuma da barba. Con la bocca apertadallo stupore, sputai e tossii quanto potei.«Eccoti servita!», scoppiò a ridere. «Sei perfetta!».Poi mi vuotò il contenuto della bomboletta sulla testa.Ero verde di rabbia.Mi asciugai gli occhi e gettai la schiuma per terra. «Se te la togli, Rossiccia, ti si dovrà ancora bombar-dare», mi avvertì il guru con un sorriso che la diceva lun-ga sulle sue intenzioni. «E fidati, ne abbiamo a suffi-cienza per annaffiarti tutto il giorno!».Tutto il giorno? Accidenti! Quanto tempo sarebbedurata questa buffonata? Eravamo lì da appena due oree mi sembrava che ci avessimo passato tutta la mattina.Fulminavo con lo sguardo i miei torturatori e mi rasse-gnavo a stare tranquilla.Quando fummo tutti ben spalmati, l’australiana diedea ognuno un sacchetto di plastica vuoto, e un altro pienodi caramelle. Il biondone ci chiese i nostri nomi e cogno-mi che scarabocchiò su dei pezzi di cartone. Poi con delnastro biadesivo ce li fissò ai sacchi della spazzatura, benin mostra sul petto. In tutta la mia vita non mi ero maisentita tanto ridicola.L’australiana si fece indietro di due metri e prese dal-la borsa una macchina fotografica digitale.

Curiosi vero? Be', mentre attendete l'uscita scaricate il calendario che trovate di seguito!


MA NON E' TUTTO!
Come sempre potete partecipare al blogtour e provare ad adottare una copia del libro!


Pronti a questo nuovo capitolo de Le Stelle di Noss Head?
See you soon! -Lewis

13 commenti:

  1. E anche questa saga dovrò iniziare a leggerla, bene... Questi blog mi rovineranno :P

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  2. Grazie a questo blog tour ho scoperto questa serie, devo assolutamente acquistare e leggere "vertigine" per poi leggere questo seguito.
    Le vostre tappe mi hanno mooooooolto incuriosito a riguardo :)

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  3. Niente, adesso sono ancora più curiosa xD Come faccio ad aspettare!

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  4. sembra esserci un taglio diverso rispetto a vertigine...sopratutto nella protagonista ..sembra un po' più matura..

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  5. Devo leggere obbligatoriamente Vertigine!!! È lì sulla scaffale che mi aspetta,volevo la saga completa prima di iniziarlo ma non posso aspettare tutto questo tempo,devo conoscere questi personaggi!!

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  6. Oh mamma, questi mi stanno già antipatici!
    Anche quando andavo a scuola io c'era la "tradizione" di fare gli scherzi e di strapazzare un po' quelli del primo anno.
    Io sono stata una delle poche "primine" che non era stata prelevata dai posti davanti dell'autobus e portata in fondo in modo che quelli di quinta si potessero divertire.
    Il mio primo mese di liceo era stato lunghissimo e costellato di ansia.

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  7. Oddioo sono sempre più curiosa di leggere questo libro!! Anzi questa Serie fantasticaaa *---*

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  8. Che bello l'incipit!Anche la trama mi piace molto...sempre più interessata a leggere questo libro

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  9. carino l'incipit, non volevo leggerlo dato che ho letto vertigine e non volevo che la curiosità aumentasse... troppo tardi!

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  10. Bello l'incipit e anche il calendario!

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  11. E anche questo libro è tutta la serie è da leggere assolutamente!!

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  12. Bella la trama e bello l'incipit. ..non vedo l'ora di poterlo leggere!

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  13. Nonostante non abbia ancora letto 'Vertigine' non ho resistito all'incipit XD ora non vedo l'ora di leggere questi libri ^^

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